mercoledì, 12 agosto 2009
Senza stare a perdere tempo a farla lunga.
Nonostante la richiesta di Marcozzo, il blog filologico chiude.
Per una serie di motivi, fra cui sento il bisogno di elencare:
1) ho tante cose da dire, tanti motivi per arrabbiarmi, tante cose da inventare. E le parole che le comporranno sono destinate ad un altro "recipiente", piú idoneo allo scopo
2) dietro o davanti al monitor non cambia un cazzo: gli stronzi rimangono stronzi, chi ha paura continua ad avere paura, chi é sempre lí pronto a prenderselo nel culo, sta prono anche virtualmente.
3) non smetteró mai di dire quello che penso. E dal momento che, come nella cosiddetta "vita vera", anche nella vita virtuale ho trovato quasi solo esclusivamente chi ha paura del confronto, chi un'opinione senza secondi fini non ha la forza di ascoltare....il motivo lo conosco, ma evito di dirlo. Non c'é bisogno di venire a cercare merda anche nell'ultimo post
Grazie a tutti,
hasta la vista.
Vale_la_filologa
venerdì, 03 luglio 2009
Temo di essermi fatta cogliere dall'epidemia che chiude a raffica i blog.
Ci sto pensando, ecco.
La veritá: di questo blog non me ne frega piú nulla, momentaneamente. È solo un'altra delle cose che trascuro, una semiresponsabilitá inventata verso la quale mi sento in obbligo.
Insomma, non ha senso ragazzi.
Non ho tempo ne energie per gli amici, figurarsi per un blog.
Prometto che ci penso su nei prossimi giorni.
Quindi se scompaio con o senza parata d'addio, vietato farsi trovare impreparati :)
venerdì, 26 giugno 2009
....é quando il mondo si ferma e tutti guardano in silenzio nella stessa direzione.
20 luglio 1973
31 agosto 1997
11 settembre 2001
20 gennaio 2009
ieri.
Comunque la si voglia considerare, la storia é una sola.
Da stamani stiamo guardando tutti nello stesso punto e non sappiamo cosa dire.
Riposa in pace.
giovedì, 25 giugno 2009
Se dovessi essere cosí scema da volerlo fare un'altra volta, potete ricordarmi di non accettare mai piú un tirocinio di 40 ore settimanali per 400 Euro al mese?
Voglia di lavorare come una dipendente per un terzo dello stipendio e venire anche incolpata per gli errori degli altri, finché non riesco a dimostrare che l'errore non era mio, davvero non ne ho piú.
Iero mi sono beccata due cazziatoni per errori fatti da due colleghe. Una volta dimostrata la mia innocenza, sono stata incolpata di reagire in modo troppo aggressivo, dal momento che "io avevo solo chiesto" (caporeparto di merda).
Sai una cosa, A.S. caporeparto dei miei stivali? Tu NON HAI UNA VITA. Tu stai sempre al lavoro e fai gli straordinari non perché c'é tanto da fare, ma perché hai paura di tornare nella tua casina vuota e sterile e mangiarti i quattro salti in padella da sola davanti alla televisione. A te rode che tutti noi, colleghi e tirocinanti, a casa una famiglia ce l'abbiamo. Cheditelo A.S., ponitela la domanda: perché il tuo eterno fidanzato non ti sposa? Perché quando hai deciso di traslocare non siete andati a vivere insieme? Perché hai 35 anni e sembra che tu ne abbia 50?
Te lo dico io perché? Perché sei un animale frustrato, un avvoltoio che non trova cadaveri e si avventa sulle prede ancora vive (sotto forma di tirocinanti e colleghi), una stronza che anziché mettersi allo specchio e pensare a cosa non va nella sua vita, cerca la colpa dei problemi del mondo sempre e comunque negli altri.
Io quando faccio un errore lo ammetto mia cara, e lo sai. E quando lo fai tu, devo ammetterlo comunque, perché riesci sempre e comunque a rigirare la fritata come vuoi tu.
E poi mi sputtani nella pausa sigaretta (dato che non fumo, non ti disturbo nemmeno mentre mi sfotti allegramente, dimenticando che dalla finestra del bagno io lo sento cosa dici in cortile, demente!). Insomma, tutti i colleghi adesso credono che io sia una pazza isterica che reagisce aggressivamente ad ogni critica. L'unica che mi crede é un'altra tirocinante, per ovvi motivi.
Ma che me ne frega. Una ditta del genere non mi vede piú nemmeno disegnata dopo la fine del tirocinio.
Un giorno vi racconteró che obbrobri di non professionalitá mi passano davanti agli occhi da marzo.
domenica, 14 giugno 2009
Ma una mail alla "copia-incolla" o, peggio "invia a TUTTI" era peggio ;)
Ormai é chiaro che il mio sottopagato lavoro, abilmente mascherato sotto la parola di tirocinio, mi sta succhiando l'anima. Col tempo le cose stanno migliorando, sará la crisi finanziaria che c'ha messo in ginocchio i clienti...
Fatto sta, che sempre 40 ore davanti al pc devo stare, il che rende la cura del blog una delle cose meno gradevoli che io possa immaginarmi dopo le ore di ufficio. Peró per dimostrare che non sono morta, oggi mi prendo questo quarto d'ora blogghistigo, vá.
Allora.
Viste le tante domande che sono saltatae fuori, vi devo una spiegazione, economicamente collettiva.
Si, mi sono laureata. È una triennale, ma non la chiamo volontariamente laurea breve perché NON é una laurea breve. Quasi tutta Europa si é accordata sul modello Bachelor + Master, ovviamente la nostra amica Patria Italica no. Con un pó di orgoglio, e magari di superbia, mi rifiuto di chiamare il mio Bachelor una laurea "breve". Questo per una serie di motivi, ma in particolare, perché i contenuti del Bachelor corrispondono a quelli di una quinquennale italiana, almeno nella mia facoltá.
Insomma, sentirmi dire che ho la laurea breve mi irrita e non poco, e perdonatemi se la modestia la lascio in un cassetto oggi.
In tanti mi chiedono della discussione della tesi. Altro punto astioso e fonte di fraintendimenti. Qui la tesi di Bachelor non la discutiamo. Tale dichiarazione ha avuto come reazione in alcuni casi, tale frase:
"Beh, facile cosí, allora non fate un cazzo in Germania"
A parte i dovuti ringraziamenti del caso da parte mia e del mio impagno studentesco. A parte.
Nel patto di Bologna é previsto che la tesi Bachelor non si discute. L'Italia ovviamente ha ristabilito la monarchia decisionale e ha fatto come voleva.
Sempre secondo cosa sancito illo tempore a Bologna, i credits concessi durante la triennale devono essere divisi in tre categorie:
-partecipazione attiva (pressocché impossibile in classi strabordanti, come purtroppo accade in Italy)
-prestazione orale (no, non pompini ai professori...vabbé poi dipende da cosa studi....)
-prestazione scritta
I cosiddetti "compiti a casa" rientrano sotto la partecipazione attiva, per la chiarezza.
La discussione della tesi in Italia rientra, in teoria, sotto le prestazioni orali (che in caso di ulteriori fraintendimenti, potrebbe diventare una manovra alquanto complicata e stancante, visto anche che la commissione é composta da piú persone ;) )
Nel resto nell'Europa piú o meno unita, o almeno in buona parte, la questioni orali avvengono in forma di esami e partecipazione attiva DURANTE i corsi e gli esami, mentre la tesi si svolge in tale modo:
- il tema viene concordato con i professori, ma il lavoro deve essere interamente indipendente (non é possibile far leggere una parte del lavoro al "relatore", perché un relatore non c'é. Ci sono solo due professori che firmano l'iscrizione della tesi e che lacorreggono, nel mezzo nulla.). Ovviamente é permesso chiedere suggerimenti e informazioni, ma la tesi finisce nelle mani dei professori solo ed esclusivamente terminata.
- la tesi viene giudicata sulla base di diversi criteri, che pesano allo stesso modo sul voto finale (questione, svolgimento, conclusione, stile, eventuale retorica, completezza del tema, layout, puntualitá di consegna etc..). Insomma, pignolamente.
-nelle facoltá filologiche (chiamate della peninsula italica "lingue"), la tesi deve essere scritta interamente nella lingua studiata, nel mio caso in Olandese.
Premetto, anzi postmetto, che il mio sfogo non vuole essere un'offesa per chi, facendosi il mazzo quanto me, ha conferito la laurea breve in Italia.
Ma sentirmi dire che non ho fatto un cazzo perché non ho risposto a domande preconcordate davanti ad una commissione che conosce il lavoro e sta lí a far teatro, mi irrita e non molto.
Ovviamente ci sono poche inculate eccezioni, come due dei (forse) presenti, l'uno laureatosi (quinquennale) senza relatore, l'altra che ha ricevuto lo squisito onore di farsi il mazzo doppio, essendo l'unica a non aver ricevuto le domande concordate.
Chiaramo, non ho un problema con le domande concordate, se la tesi é svolta in modo serio. La discussione per me é una formalitá, che ha senso solo se alle spalle si ha una tesi scritta non dico col sangue, ma almeno col sudore. E le persone che si sono permesse di dirmi "che non faccio un cazzo" perché non discuto una mezz'oretta, la loro triennale l'hanno conclusa dopo 5-6 anni con una tesi scritta con i peli del culo.
Si comprenda ergo la mia irritazione e la voglia di spiegare una volta per tutte, come gira il mondo universitario oltre le Alpi.
Lo so, sono un pó acidina oggi. Ma dopo 5 anni di "ma che ci stai a fare lá, fa freddo, piove, poi il cibo fa schifo, parlano quella lingua tutta strana (tali affermazioni spesso seguite da imitazioni mal riuscite e insensate della lingua tedesca, del tipo "kartoffelschauzscheinhatzheihitler", si badi bene, pronunciato gridando in piedi, con il corpo irrigidito, un braccio teso lungo il corpo e l'altro sollevato a mano aperta....se mi sono spiegata)..." sentirmi dire anche che non faccio un cazzo...insomma, irrita.
Con ció: sono stata accettata al master, il che mi giubilia e mi inquieta, per una serie di motivi: il 25 agosto parto per Amsterdam, dove frequenteró il primo semestre. Il secondo e il terzo sono a Berlino, il quarto pendolare.
Altro viaggio, altra avventura. Che parte un pó meno in fretta dell'ultima, ma che un pó di farfalle digestive me le provoca comunque. Senza contare che sará una nuova prova per la Filologa ed il Prode, che nuovamente dovranno passare molti mesi separati....speriamo di aver imparato dal giro di prova Utrechtiano e di viverla meglio, stavolta. Le premesse ci sono tutte.
PS: special thanks a chi mi ha pazientemente cercato, aspettato, messengiato e emaillato
PPS: Rip al blog di Mirabelle, che a deciso che era meglio cosi e che ci saluta spagnolaggiante.
PPS: no, non ho ignorato le catastrofi e gli scandali che hanno coinvolto e coinvolgono la penisola. Ma non ho voluto spendere parole che non portano a nulla.
giovedì, 21 maggio 2009
Un giorno venne la fatina, e vedendo che Vale_la_Filologa era stata buona, le fece un grande regalo: la trasformó in una Filologa vera.
Raga, mi sono laureata.
Ma vieniiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!
domenica, 19 aprile 2009
...tutto ció che legittimamente meriterebbe di essere postato, devo dire che, dipendente da una serie di eventi personali e soprattutto non, crisi finanziaria e disastri naturali inclusi, nonostante questo momento apparentemente positivo della mia vita, ci sono lunghi minuti dove credo di aver indossato una cravatta troppo stretta.
martedì, 24 marzo 2009
O piú o meno. Il lavoro (tirocinio) mi sta un tantinello massacrando, esco di casa alle 8.30 e rientro alle 18:30, se va bene. Faccio ginnastica (no, non sono una patita del fitness a tutti i costi. È il culone che mi ritrovo che mi motiva), ceno, mi butto a letto piangendo perché il giorno dopo non é sabato...e via discorrendo.
Ebbene sí, sono entrata nel magico mondo del lavoro e il Prode, si soppiatto, sghignazza godereccio al pensiero di non essere l'unico a formulare la domenica sera il disperato pensiero "noooooo, domani é lunedí!!!"
Oggi ad esempio é stata una giornata da martellarsi i maroni, poco elegantemente anche.
Clienti impazienti, duemila robe da aggiornare/modificare/checavoloneso, traduttori impazziti (e incapaci) e anche il torneo di calcetto di venerdí da organizzare (la Vale, in quanto tirocinante, si becca pure questo).
Stanca. Sonno. Molto sonno.
Ho in mente post geniali (e modesti) ma non trovo tempo né forze per postare. Devo raccontarvi anche dell'avventura dermatologica, cavolo.
Non rispondo nemmeno alle mail ultimamente...
Chiedo venia (e un letto, grazie.)
lunedì, 02 marzo 2009
Madonna che giornata.
'Notte. Zzzzzzz.
lunedì, 23 febbraio 2009
[Mirabelle mi chiese mesi fa di scrivere con un carattere piú grande altrimenti serve il microscopio. Scusasse Mirabelle, dimenticai. Ecchitiqqua!]
Quando ci siamo trasferiti qui abbiamo conosciuto due nuovi vicini, M. e S. Si erano trasferiti qui pochi mesi prima di noi e come noi dovevano sistemare l'appartamento (non in maniera cosí radicale per fortuna....loro la carta da parati ce l'avevano giá. Piú che altro dovevano mettere il pavimento). Gentili carini e simpatici, tutto a posto.
Lei fa la donna delle pulizie al parlamento (diciamo che appartiene alla classe elitaria fra le donne delle pulizie).
Lui é disoccupato, ha un non-so-cosa alla schiena e non puó lavorare (tesi discutibile), vive del sussidio (e non vive male. Lo stato gli paga l'affitto, l'abbonamento metro, l'assicurazione sanitaria e ci sono moooolte altre esenzioni. Si, lo so. Anche io sto meditando sull'idea di rompermi la schiena).
Hanno un figlio grande e grosso, ma non vanno d'accordo con la nuora e allora cercano di evitarli.
Ingannato da un primo periodo nella quale a causa della stesura della mia tesi ho dato l'impressione di essere una casalinga con molto tempo libero, S. mi manda mail, addirittura catene imbecilli (badasi bene. S. ha 46 anni).
Comincia un discorso semifilosofico su come sia bello avere dei vicini simpatici, su come sia difficile trovare dei nuovi amici blablabla.
E poi, meschino e ingannevole, il primo favore: "sentite, voi che avete la macchina, potete accompagnarci a prendere le bibite al supermercato, se andate anche voi? Sai, la schiena.."
E noi lo facciamo, ben tre volte.
Subdolamente continuano: "potreste aiutarci a mettere i listoni sul pavimento? Sai, la schiena". E noi, stupidamente, lo facciamo, in cambio di uno spilorcio pranzo a base di macinato, patate e bustina prefatta da diluire knorr (che poi, non ho nulla in contrario...ma con ospiti, un minimo sprecati..)
Il loro PC fa capricci. E noi prontamente lo mettiamo a posto.
Vogliono andare ad uno spettacolo per cui hanno vinto i biglietti. Noi facciamo da dog-sitter al loro cane (con notevole impegno, visto che Tabs é un cane piccolo, iperattivo e completamente isterico e il nostro gatto é una specie di killer senza paura che lo ha AGGREDITO piú volte. Il gatto ha aggredito il cane, tanto per chiarire).
Il cane si ammala, non vuole prendere le medicine. Io scendo e gliele do.
La loro tenda e il loro attaccapani crollano (vorrei vedere il deficiente che ha attaccato l'asse della tenda e l'attaccapani con CHIODI di TRE CM anziché con delle sane viti da muro con tassello, grazie). Noi scendiamo, ripariamo i buchi e ricostruiamo tutto. Come ringraziamento riceviamo ancora una volta una cena a base di macinato (questa volta organizzato in forma di polpettine), pane e bustina knorr.
La maniglia del loro forno si stacca. Consigliamo loro di comprare colla liquida XXX in tale negozio. Loro vanno e tornano col MASTICE. Noi attacchiamo la maniglia col mastice e loro si stupiscano del fatto che non regga molto (ma dai?).
Stranamente addolorati dai sensi di colpa, cercano di fare qualcosa per ricambiare i favori: cercano su internet informazioni che a noi potrebbero essere utili (no, perché io google non lo so usare, giusto?)
Noi cominciamo lentamente a scocciarci e iniziamo pian pianino a prendere distanze, nella speranza che presto, complice il mio lavoro incompente e i mille impegni universitari e lavorativi del prode, loro capiscano che non siamo una coppia maritolavoratore+casalingapocoimpegnata che dalle 17 ha tutto il tempo libero del mondo.
E qui scatta la trappola, ancora piú subdola: riceviamo una mail in cui loro ci chiedono "perché siete cosí distanti? Se abbiamo fatto qualcosa che vi ha disturbato, sarebbe corretto dircelo". Loro vengono a parlare a noi di CORRETTEZZA. Eh beh.
Noi rispondiamo piú subdolamente ancora: "Non si tratta di distanza, ma stiamo rientrando nel nostro vecchio ritmo e abbiamo poco tempo".
Segue conversazione fra il prode e me al fine di capire se questi due sono semplicemente abituati a sfruttare chiunque o se sono convinti che a loro sia tutto dovuto (vedi sussidi dello stato). O magari no, é tutta una nostra impressione, siamo maligni, loro sono brave persone... Attendiamo una risposta per confermare una delle nostre tesi.
Ed oggi, la risposta, che definirei INDECENTE. La traduco parola per parola:
Ciao Vale,
avete fatto bene a dircelo [che ora abbiamo poco tempo, n.d.a.], non potevamo saperlo davvero, peró ho ancora una domanda, se ci dovessero servire ancora bibite o se il pc si rompe, possiamo ancora chiamarvi?
Volevamo anche organizzare una cena, ti ricordi, per gli involtini di maiale [specialitá di M., con l'aiuto della stramaledetta bustina knorr, n.d.a.] per fare il resto del pavimento [eh, giusto! n.d.a.].
Grazie per le informazioni [ma come cazzo scrivi? n.d.a.] e a presto, S.
Che dite, é sufficiente per confermare la tesi number one?
La mia risposta, in sunto: "non lo so, abbiamo poco tempo, vedremo".
(e la Vale, fra sé e sé, sorseggiando il suo té "vedremo una bella sega...")